Autore: Ugo Genesio*

Afferma Enrico Letta che “le riforme strutturali della Costituzione sono funzionali alle altre riforme sollecitate dall’Europa”. Su questo punto Letta ha ragione: fra le importanti riforme che l’Europa ci sollecita non sono comprese le riforme strutturali della Costituzione.
Sta di fatto che, a parte la questione se l’Italia abbia bisogno di solleciti esterni per realizzare le riforme necessarie per il corretto funzionamento delle sue istituzioni civili e quindi per la pace sociale e per il benessere dei cittadini, l’Europa di cui siamo parte ci indica come prioritarie quelle che riguardano il lavoro e il sostegno alle attività produttive, il sistema fiscale, la giustizia, la pubblica amministrazione: riforme tutte di cui riesce difficile cogliere il legame diretto con i progetti di riforma costituzionale in cantiere (modifica della forma di stato e di governo, riduzione del numero dei parlamentari, presidenzialismo, ecc.) che si assumono come ad esse funzionali e, conseguentemente, preliminari.

A tale primo motivo di perplessità se ne aggiunge un altro non meno inquietante. La procedura adottata per riformare la Costituzione è, come si sa, alquanto macchinosa. Un comitato di cosiddetti saggi (costituzionalisti, ex-presidenti della Corte costituzionale, alcuni politici) è chiamato a formulare una serie di proposte che serviranno di base per l’elaborazione delle nuove norme ad opera di una supercommissione parlamentare composta dai membri delle commissioni affari costituzionali delle due Camere: i relativi testi saranno poi definitivamente approvati con il voto delle due assemblee ed un successivo referendum popolare.
Sennonché questo complesso iter procedimentale non si conforma al disposto dell’articolo 72, ultimo comma, della Costituzione secondo cui per i disegni di legge in materia costituzionale “è sempre adottata la procedura normale di esame e di approvazione diretta” da parte delle due Camere, risultando perciò esclusa una qualsiasi procedura di eccezione come quella decisa dal governo: procedura che si presenta in ulteriore contrasto con l’articolo 138, per cui le modifiche costituzionali sono soggette a referendum solo a determinate condizioni (approvazione con maggioranza inferiore ai due terzi e domanda di un quinto dei membri di una camera o di 500.000 elettori o di cinque consigli regionali).
Di qui l’esigenza di una preventiva modifica dei citati articoli perché il procedimento riformatore possa essere legittimamente avviato, e infatti il piano del governo prevede che a tale incombente preliminare si provveda entro ottobre, in modo che la supercommissione possa successivamente iniziare i suoi lavori sulla base delle proposte nel frattempo formulate dal comitato dei saggi, e portarli a compimento in tempo utile per l’ approvazione delle camere con le due successive votazioni entro l’ottobre del prossimo anno (i famosi diciotto mesi).
Stando così le cose, non pare ingiustificato il dubbio circa la legittimità della disposta nomina dei cosiddetti saggi, e del lavoro cui il comitato si accinge, nel contesto di un iter procedurale difforme dalle norme costituzionali vigenti, sul presupposto di una loro revisione ancora “in fieri”.
“In cauda venenum”. Si è deciso che della nuova legge elettorale in sostituzione del famigerato “porcellum”, indicata nelle dichiarazioni e nei programmi di tutti i partiti come assolutamente prioritaria ed urgente nella nuova legislatura, provvedimento indispensabile per il ristabilimento di una normale democrazia in Italia, si andrà a discutere solo dopo il completamento del percorso di riforma strutturale della Costituzione: percorso verosimilmente accidentato le cui molto incerte prospettive non possono sfuggire ai promotori della grande riforma. Il cambiamento della legge elettorale è così di fatto rinviato alle calende greche sì che, a dispetto di tutti gli impegni solennemente assunti davanti agli elettori, si tornerà a votare ancora una volta per un parlamento di nominati.

* Presidente aggiunto onorario di Cassazione, blogger e articolista su temi politici