Nell’Ottobre scorso scrissi questo pezzo, pubblicato sulla versione on line del  Corriere della Sera.
Mi sembra tuttora molto attuale perché spiega, dalla mia prospettiva personale,  le motivazioni e  il mio impegno in questo progetto che abbiamo deciso di chiamare “Le Forme della Politica”.

Caro Beppe, cari Italians, scrivo per condividere una storia personale e per dare un messaggio, se posso, di positività. Dove siamo arrivati lo vediamo tutti, ormai anche i più ostinati non possono fare finta di niente. C’è chi mostra delusione, pessimismo, sgomento, fiducia (pochi).

Ho 49 anni, non mi sono mai occupato prima di politica attiva, e sto portando avanti da circa due un mio impegno all’esterno dei partiti tradizionali che ho iniziato, non sapendo da che parte farlo, scrivendo a quelli che scrivevano al “Corriere” dicendo cose che, almeno in parte, trovavo condivisibili. Il mio obbiettivo era, ed è tuttora, quello di incontrare persone come me indignate e desiderose di passare, con equilibrio e determinazione, dalla pura protesta all’azione concreta. Strada facendo ho incontrato degli amici, e con molti di essi abbiamo iniziato un cammino; in piccola parte qualche piccolo risultato lo stiamo vedendo, ma la strada per un miglioramento della politica è assai lunga, e siamo sempre alla ricerca di nuove idee e nuove energie. Personalmente io vedrei bene un movimento politico trasversale, tipo task-force, con un programma di poche cose, nell’area delle regole della politica, delle riforme di sistema; senza voler fare troppo, perché il troppo è nemico del bene. Verranno poi i tempi in cui si potranno fare delle politiche di destra o di sinistra, di “public spending” o di rigoroso liberismo (e c’è chi dice che il liberismo è di sinistra).  Adesso servono subito regole nuove e qualche buon esempio per rimettere il paese in piedi, fiducioso di sé e del proprio futuro. L’invito a tutti quelli che possono farlo è tornare a occuparsi di politica. Bisogna dedicare un po’ del proprio tempo alla politica. E se  la politica dei partiti non piace, allora si creino nuovi movimenti o si lavori per migliorare quelli che stanno crescendo ora. Libertà è partecipazione.
Un saluto da Milano.

Bene, con questo spirito noi aderenti al gruppo FdP siamo chiamati a raccoglierci tutti il 26 giugno prossimo per  conoscerci meglio e discutere i temi sollevati dal nostro programma.

A C