(lettera inviata al blog di Italians in merito al sistema elettorale che volentieri pubblichiamo, con il consenso dell’autore, quale contributo alla discussione)

Meglio il proporzionale della tanto deprecata Prima Repubblica

Gentilissimo Beppe, la legge elettorale ci è indicata ormai come la panacea per tutti i mali. Pare che, una volta escogitato un nuovo mostriciattolo elettorale, che ogni partito vorrebbe costruire a suo proprio vantaggio (salvo scoprire poi il contrario), tutti i mali del Paese siano destinati a svanire come neve al sole. Con il “Porcellum la lista dei candidati era blindata e decisa

dalle segreterie di partito. Con il “Mattarellum” era la stessa identica cosa: nei collegi maggioritari venivano catapultati candidati preconfezionati dalle segreterie e del tutto sconosciuti agli elettori. I partiti o le coalizioni decidevano per ogni singolo collegio elettorale un solo candidato, che veniva così imposto agli elettori. O si votava quel candidato, turandosi il naso e anche il resto, o si rinunciava al voto. La possibilità residua era quella di votare scrivendo qualche amenità sulla scheda. Ora qualcuno vorrebbe ri-propinarci questo sistema descrivendocelo come il più democratico dei sistemi possibili, quello che offre all’elettore la maggiore libertà di scelta. Ci vuole un certo coraggio a sostenere che un sistema che impedisce la libertà di scelta è un sistema premiante in termini di libertà e di rispetto per l’elettore. Il passo successivo a questo è rappresentato dal partito unico, “liberamente votato dagli elettori”. Non è allora di gran lunga meglio il sistema elettorale della tanto deprecata “Prima Repubblica”, che dava la possibilità di scegliere effettivamente i propri rappresentanti? L’instabilità dei governi allora non era frutto del sistema elettorale, ma dalla mancanza di precise regole e di specifici vincoli all’atto della costituzione dei governi, che ne avrebbero stabilizzato la durata all’intera legislatura. Si è buttato il bambino al posto dell’acqua sporca. I governi della “prima Repubblica” sarebbero durati per l’intera legislatura se si fosse stabilita una sola regola: “una volta formato il governo, non si cambia più nulla: se non regge, si va a votare”.

Omar Valentini

omvalentini@gmail.com