di GERARDO MAZZIOTTI

Roma. Giovedì 12 dicembre il traffico cittadino, storicamente caotico e paranoico, è andato in tilt a causa della venuta nella sua città del presidente Giorgio Napolitano, col solito corteo di auto blu, motociclette, poliziotti di scorta e corazzieri. Mi sono venuti in mente la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier inglese David Cameron che usano per i loro spostamenti istituzionali  la metropolitana e i taxi, senza uomini di scorta. Lo stesso faceva il premier Olaf Palme, che usava il metrò di Stoccolma. E mi sono ricordato in particolare di Josè Muijca, presidente della repubblica dell’Uruguay. Eletto capo dello Stato nel 2010 tutti lo chiamano, per suo desiderio, Pepe, il vecchio nome di battaglia di capo dei Tupamaros, l’organizzazione di guerriglia urbana contro la dittatura militare. Una militanza che gli costò una dura carcerazione durata 15 anni. Il ripristino della democrazia un’amnistia gli permise di tornare in libertà e di partecipare alla vita politica. Amatissimo dagli uruguaiani è l’uomo politico più carismatico dell’America Latina. Direi, del mondo. Perché è un personaggio la cui vita è ispirata al pauperismo francescano.

Dice Mujica: “La democrazia funziona solo se i leaders si accontentano di quello che hanno gli altri cittadini, soprattutto quelli più poveri. Perciò non mi travesto da presidente e continuo ad essere come ero prima. Le cose più belle della vita sono avere degli amici, godere moderatamente del cibo e molto della Natura. Io non sono povero perché ho tutto ciò di cui ho bisogno”. Va in giro senza scorta. Non è un alieno prestato alla politica. E non è nemmeno un esibizionista visto che poco reclamizza la sua austera condotta. E’ soltanto un esempio di buona politica. Di cui noli italiani abbiamo tanto bisogno. Dei 250mila pesos (circa 10 mila euro) dello stipendio di Capo dello Stato (il nostro presidente ha un appannaggio 23 volte superiore e, pur non avendone alcun obbligo, abita nel lussuoso palazzo del Quirinale dove circa mille tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e corazzieri sono addetti alla sua incolumità) trattiene per sé soltanto quegli 800 euro che in Uruguay equivalgono allo stipendio di un impiegato bancario. Il resto, il 90%, è devoluto a un’istituzione che aiuta lo sviluppo delle zone più povere dell’Uruguay attraverso la costruzione di abitazioni per i senza tetto. Va in giro per il Paese su un’auto blu, ma si tratta di un vecchio Maggiolino, dipinto per l’appunto di blu, e guidato da lui. Non vive nell’elegante palazzo presidenziale di Montevideo, ma nella casa di campagna di sua moglie, ex leader dei Tupamaros pure lei, dove coltivano e vendono crisantemi. Il palazzo presidenziale l’ha destinato ai senza casa.
Così mi è tornata in mente una vecchia idea. Certamente peregrina ma che, tuttavia, ha un suo fascino particolare. Visto che la nostra  classe politica, quella che l’11 novembre 2010 ha ceduto  il governo del paese nelle mani di alcuni tecnici non eletti dal popolo (un fatto mai avvenuto nella storia della repubblica), continua a dimostrare di non essere capace di fare una legge elettorale decente, di ridurre drasticamente il numero dei parlamentari e i loro stipendi e di abolire i loro privilegi, di sopprimere le centinaia di enti inutili (non solamente le province ma anche le asl, gli iacp, le comunità montane, gli ato, i consorzi, i commissariati, le autorità portuali e di bacino e così via) e non è capace di evitare gli scandalosi sprechi dei comuni, delle province e delle regioni, vista la sua inadeguatezza a farci uscire dal tunnel di questa drammatica crisi economica propongo di chiedere all’Uruguay di prestarci per cinque anni Josè Mujica per affidargli l’incarico di Autocrate delle Riforme. Quelle riforme strutturali e costituzionali che gli italiani aspettano da decenni. Non v’è dubbio alcuno che  sarebbe la persona capace di farle presto e bene. E di inverare una seria spending review per ridurre drasticamente l’enorme debito pubblico che impedisce la crescita e che ci angoscia. Tra l’altro, ci costerebbe appena ottocento euro al mese.
 
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Chiarisco che si tratta di una provocazione e non di una proposta da inverare (conosco bene i mille motivi ostativi); intendo dimostrare con un esempio vivente che la politica si può e si deve fare in modo diverso da quello fallimentare cui ci hanno abituati i politici del nostro paese (di destra, di centro e di sinistra); con l’esortazione a ribellarsi e a mandarli tutti a casa. Col voto della prossima primavera.