Mentre ad Hong Kong migliaia di giovani protestano per le strade contro il Governo locale, uniti dallo slogan “una persona un voto”, chiedendo di fatto il suffragio universale, nella metropoli padana si consuma la prima tappa del percorso inverso: “una persona – duemila voti e duemila persone – nessun voto”.
Questo, di fatto, è successo domenica 28 settembre, quando poco più di 1600 tra sindaci e consiglieri comunali hanno espresso il loro voto “di secondo livello”, hanno cioè scelto i “loro” rappresentanti per l’assemblea dell’area metropolitana milanese.
Ogni consigliere ed ogni sindaco rappresentava qualche centinaio di cittadini ed i voti espressi sono stati proprio conteggiati in base alle dimensioni del comune di appartenenza di ogni “grande elettore”.

Così, agli eletti sono arrivate migliaia di preferenze, anche se espresse da pachi votanti.
Due sono comunque gli elementi di particolare nefandezza che affiorano da questo nuovo modo di eleggere chi ci governa:
– la totale indifferenza in cui si è svolta la tornata elettorale, particolamente importante per le sorti della città e della provincia di Milano: pochi giornali hanno riportato la notizia, in articoli defilati, pochissimo ne hanno parlato gli altri mezzi di comunicazione e chiedendo in giro, alle persone, nessuno ne sa nulla;
– il disagio, particolarmente forte per noi del sito “No doppio incarico”, nel leggere la lista degli eletti: sindaco di Legnano, sindaco di Cernusco, sindaco di Arese, sindaco di Opera, consigliere a Milano, consigliere a Pessano, e così via.
Il 12 ottobre si replica, nella altre aree metropolitane ed in tutte le province: se sentite odore di casta, non preoccupatevi, sono “loro”.

Fonte: http://nodoppioincarico.blogspot.it/