Abbiamo scoperto come i percorsi di redenzione della politica vadano a infilarsi persino dentro l’arnia di un alveare. Abbiamo letto dell’esigenza di tracciare la quarta via. Ora entra in scena nella cornice narrativa di un racconto-saggio il mash up (secondo l’immancabile inglesismo di moda) o mosaico, con il disegno velleitario di diventare un reality e fin’anche un social network – dei più improbabili, tutto da inventare!
Per farla breve tre voli pindarici (DD-Il drone di dio, MX-La matrice maledetta, JxJ: mine vaganti) hanno finito con il coinvolgere due filosofi.
L’uno, immigrato digitale, con lo strumento di misura della forma, soppesa, valuta e qualifica ogni riflessione scritta e verbale; e un po’ come la caverna di Platone s’addentra in qualsiasi tesi saggistica sia essa a sfondo sociale, filosofico e/o politico con il medesimo piglio. Ecco qui un esempio.
Il secondo filosofo invece, senza mai abbandonare la metafisica, da tempo ha orientato il suo interesse verso la ricerca tecno-scientifica  fino a porsi a guida nei labirinti della tecnologia.
Dato questi precedenti, ognuno potrà trovarsi suo malgrado immischiato; e se sarà interpellato e gli sarà richiesto di comparire, forse vorrà recitare degnamente la sua parte. O potrà vedere riproposto un suo scritto, già pubblicato, in un quadro del tutto differente. Pertanto sarà bene conoscere la natura dell’ambiente: impossibile sfuggire a certi processi una volta avviati. Poiché il grande fratello dei circuiti di videocontrollo, seguendo attimo per attimo i nostri andirivieni, già ci ha arruolati tutti quali attori compartecipi. E oltre a dichiarare di volerci proteggere e renderci giustizia, promette di essere più asfissiante di uno stuolo di angeli custodi.