La cronaca politico-giudiziaria ci offre un valido spunto per  riprendere il tema della legge sui partiti.
La notizia è quella che riguarda la recente decisione  del tribunale di Roma, giudice Stefano Cardinali, che ha dato ragione all’ex senatore Luigi Lusi, ex tesoriere del partito La Margherita, che fu espulso dal PD il 6 febbraio 2012, a soli 6 giorni dallo scoppio dello scandalo dei fondi della Margherita (di cui Lusi fu tesoriere); Lusi si è visto riconoscere dal tribunale che la sua espulsione dal PD fu decisa in modo illegittimo dalla commissione di garanzia del partito, in quanto non gli fu comunicato che era in corso un procedimento disciplinare e non gli fu dato modo di esporre le ragioni in sua difesa.
Per le disquisizioni del tribunale e gli elementi di cronaca segnaliamo qui di seguito una fonte (tra le tante), titolo dell’articolo e link: Tribunale annulla l’espulsione dal Pd di Lusi… 
Il che ci porta sul terreno delle intenzioni di addossare le colpe, spalmare le responsabilità, sulla ripartizione dei costi processuali e sulle ricadute d’immagine.

Per non fermarsi sul binario morto delle diatribe che non individuano ed estirpano le cause, è necessario passare oltre.

Come tante volte  è accaduto, in presenza di  un vuoto legislativo, la magistratura interviene con delle sentenze innovative che hanno il merito di portare, sotto gli occhi di chi vuole vedere, le cose che sono necessarie: dei provvedimenti di legge dove il quadro normativo è più carente.
E’ auspicabile che questo episodio faccia capire ad una parte sempre più ampia dell’opinione pubblica e delle forze politiche che non si può più rinviare, pena il continuo degradarsi della politica,  la discussione e l’approvazione di una seria proposta di legge sui partiti, che vada oltre il pannicello caldo delle disposizioni previste nella legge sul finanziamento dei partiti entrate in vigore definitivamente nel 2014.
Questa vicenda mostra, come è ovvio, anche che  i tempi della giustizia ordinaria (tre anni per una pronuncia in primo grado) non sono certamente adeguati a sanzionare comportamenti illegittimi dei partiti nei casi connessi alla raccolta di firme, alla presentazione delle liste elettorali e in tutti quegli atti che concorrono alla elezione di candidati dei partiti nelle istituzioni;  occorreranno delle previsioni ad hoc sulle tempistiche di alcune azioni davanti alla magistratura nella futura legge per renderla efficace.
La nostra associazione sta elaborando una originale proposta di legge sui partiti, pubblicata sul nostro sito in attesa di ulteriori commenti, di intercettare un manipolo di forze che la sostengano, che la diffondano e quindi della presentazione ufficiale.
Siamo impegnarti a favorire il dibattito ed il confronto su questo tema che, a torto, è stato sempre confinato in discussioni tra esperti di diritto costituzionale, mentre, come per primi indicarono in tempi ormai remoti Costantino Mortati e don Luigi Sturzo, è fondamentale per il funzionamento delle moderne democrazie.
Occorre dunque che si passi dalla cronaca all’analisi, con l’obiettivo di promuovere il coinvolgimento di tutti.