È dato assistere in questi ultimi tempi al progressivo incremento di dichiarazioni e prese di posizioni che svelano l’esistenza di inquietudini e dilemmi che attanagliano la sinistra italiana, che, delusa dalle modalità con cui viene rappresentata ora dal governo, si interroga sempre più insistentemente sull’opportunità, ed ancor più sull’inevitabilità di svolgere una più incisiva presenza nella vita pubblica che dia efficace visibilità ai suoi convincimenti.

Alcuni lamentano il crescente aumento della divaricazione con il mondo del lavoro, altri si dolgono di non trovare adeguato e corrente ascolto, e tutti, sia pure ancora vagamente, lasciano trasparire progetti di cambiamento che fanno intravedere anche fratture.

Siffatte manifestazioni, peraltro, trovano conforto ed ispirazione anche nel sorgere ed affermarsi di affini movimenti politici in Spagna ed in Grecia.

In presenza di queste non trascurabili novità, non è condivisibile ed appare assolutamente inadeguata la dichiarazione del vice segretario del PD, il quale, replicando alle critiche mosse da autorevoli esponenti del suo partito, ha inteso chiudere la discussione affermando che questi dovevano farsi una ragione di essere stati sconfitti nelle votazioni congressuali.

Senza voler entrare nel merito della discussione tra le parti, non può sottacersi che la risposta è quanto mai lontana dai principi elementari e basilari della vita democratica.

Appare, infatti, opportuno sottolineare e ricordare, costituendo caposaldo di democrazia, che gli eletti hanno il diritto di esercitare la funzione cui sono stati chiamati dalla volontà popolare, ma che è, altresì, principio di corretto esercizio e manifestazione della sovranità popolare il diritto-dovere del cittadino di valutare e giudicare l’operato degli eletti.

Avv. Giuseppe Costarella – Soverato