Segnaliamo questo articolo di Daniela Piccio su politica e trasparenza

Istituita con gran squilli di tromba dal governo Monti la Commissione per il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici non è mai stata dotata delle risorse necessarie ad operare

In un famoso saggio politologico dei primi anni ’60 Peter Bachrach e Morton Baratz discutono il concetto di potere. Al modello dominante nella scienza politica del tempo che guardava al potere come dominio fondato sull’esercizio di un comando politico visibile, i due autori statunitensi contrappongono una seconda faccia del potere, relativamente nascosta e invisibile. Secondo Bachrach e Baratz il potere non è esercitato solamente in situazioni di “decisioni concrete” (decision-making). Oltre al processo decisionale oggettivo e misurabile, il potere è anche esercitato attraverso la ‘non-decisione’ (nondecision-making). Mediante un sottile processo di manipolazione di valori sociali, norme e credenze si impedisce che rivendicazioni antagoniste allo status quo arrivino a costituirsi come tematiche di attenzione dell’agenda pubblica.

La ‘non-decisione’ è uno strumento inquietante attraverso cui le decisioni politiche si limitano a questioni non controverse che non arrecano danno a chi detiene il potere. Ma forse più mistificante e manipolativo ancora del nondecision-making è un terzo strumento evidentemente caro al potere in Italia, che potremmo chiamare il meccanismo delle ‘finte decisioni’ (fake-decisionmaking). Attraverso questo strumento, portando determinate tematiche all’attenzione pubblica e prendendo decisioni in materia, le élite politiche risultano efficaci e credibili agli occhi dei cittadini e fanno ciò in modo tale che da queste decisioni non scaturisca alcun cambiamento…

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