Presentiamo l’ultima stesura della nostra proposta di legge sui partiti; il percorso fatto fin qui risulta evidente ripercorrendo a ritroso gli articoli sino ad oggi pubblicati, a testimonianza delle tappe più significative del nostro lavoro. Rimane da sviscerare il percorso futuro. Alcune idee sono già state formulate per preparare una fase due. Queste ed altre raccolte nei commenti ed altrove saranno oggetto di discussione nell’assemblea annuale che si terrà a breve.

PROPOSTA DI “LEGGE SUL RICONOSCIMENTO E SULLA  DISCIPLINA DEI PARTITI POLITICI”

Art. 1.
(Natura giuridica e finalità dei partiti)
1. I partiti politici sono libere associazioni riconosciute, dotate di personalità giuridica, aventi per scopo di assicurare ai cittadini la possibilità di partecipare attivamente alla vita pubblica elaborando proposte e programmi politici.
2. Con la domanda di riconoscimento i soci fondatori depositano il nome, il simbolo e lo statuto contenente il progetto politico del partito. Il nome e il simbolo restano di proprietà esclusiva e inalienabile del partito.
3. Il partito si ispira e si conforma al metodo democratico prescritto dall’articolo 49 della Costituzione come principio cardine della sua organizzazione interna e come fondamentale elemento qualificante della sua azione politica.

Art. 2.
(Statuto)
1. Lo statuto del partito, approvato per atto pubblico e debitamente registrato, deve indicare gli obiettivi politici, i valori ideali e le fondamentali linee programmatiche del partito. Lo statuto definisce altresì l’ordinamento interno e regola l’organizzazione del partito in forme atte ad assicurarne il carattere democratico.
2. Lo statuto del partito può essere modificato successivamente alla costituzione, così come Il nome, il simbolo e il progetto politico. La competenza a deliberare le modifiche è attribuita all’assemblea nazionale del partito.
3. Lo statuto del partito e le eventuali modificazioni devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale entro un mese, rispettivamente, dalla data di registrazione ovvero dalla data di approvazione delle modifiche.

Art. 3.
(Norme per l’organizzazione del partito in forma democratica)
1. Lo statuto del partito deve contenere specifiche e dettagliate disposizioni riguardanti:
(a) le modalità e procedure per l’iscrizione al partito;
(b) i diritti e i doveri degli iscritti;
(c) la partecipazione di ciascun iscritto alle attività del partito con diritto di parola, di proposta, di voto e di candidatura  nell’ambito degli organi collegiali di cui fa parte;
(d) gli organi di direzione politica e gli organi esecutivi ai vari livelli (nazionale, regionale, locale), le rispettive funzioni e competenze,  le modalità di elezione o nomina e di eventuale revoca degli stessi;
(e) gli organi di garanzia, le rispettive competenze e le modalità di elezione o nomina che ne assicurino l’indipendenza rispetto agli organi di direzione politica;
(f) il formale riconoscimento delle minoranze e le norme a garanzia della loro partecipazione in tutti gli organi collegiali e negli organi di garanzia;
(g) le modalità atte ad assicurare che negli organi collegiali del partito ciascun genere non sia rappresentato in misura superiore ai due terzi;
(h) le procedure di convocazione degli organi rappresentativi, di approvazione delle delibere degli organi collegiali e degli atti che impegnano la linea politica del partito;
(i) le modalità e procedure di selezione delle candidature per il parlamento europeo, per il parlamento nazionale, per i consigli regionali, per ogni altra competizione elettorale e per altre cariche istituzionali non elettive, con l’obbligo di garantire l’equilibrata rappresentanza di genere; 
(l) la previsione del carattere temporaneo delle cariche di partito per una durata non superiore a tre anni con indicazione di un limite massimo di mandati alla medesima carica;
(m) l’incompatibilità fra incarichi direttivi o esecutivi nel partito ai vari livelli e qualsiasi carica istituzionale (in parlamento, governo, regioni, amministrazioni locali) e in enti pubblici, agenzie, aziende e società pubbliche o a prevalente partecipazione pubblica;
(n) le sanzioni a carico degli iscritti al partito per violazione dei doveri imposti dalle leggi o dallo statuto, da prevedersi in misura proporzionata alla gravità della violazione, con indicazione della procedura e degli organi competenti ad applicarle;
(o) i criteri e le modalità organizzative dell’articolazione territoriale del partito;
(p) il regime degli atti di amministrazione patrimoniale, le regole per la redazione e approvazione dei bilanci, la responsabilità degli organi di gestione e le modalità dei controlli contabili;
(q) le procedure e modalità per modificare lo statuto, il simbolo e il nome del partito.
2. Lo statuto può altresì contenere norme integrative adottate in conformità a quanto stabilito dalla presente legge.

Art.4
(Anagrafe degli iscritti al partito)
1. Il partito ha un’anagrafe degli iscritti, in cui sono indicati, per ogni iscritto, il nome e il cognome, la data di nascita, il luogo di residenza e il luogo di iscrizione al partito. L’inserimento nell’anagrafe degli iscritti al partito è condizione per l’esercizio da parte dell’iscritto dei diritti previsti dalla presente legge e dallo statuto.
2. L’anagrafe degli iscritti al partito, aggiornata annualmente, è gestita nel rispetto delle norme vigenti in materia di protezione dei dati personali.
3. Entro il 31 gennaio di ogni anno è depositata presso la Presidenza della Camera dei deputati l’anagrafe degli iscritti al partito per l’anno precedente. Il deposito è condizione necessaria perché il partito possa accedere all’eventuale finanziamento pubblico e ad ogni altra risorsa pubblica di cui al successivo articolo 12 della presente legge.

Art.5
(Accesso alle informazioni per via telematica)
1. Tutte le informazioni relative all’assetto statutario del partito, agli organi associativi, al funzionamento interno, alle varie attività e ai bilanci devono essere rese disponibili per via telematica mediante la realizzazione di un sito internet di agevole accesso e consultazione. Tali informazioni devono essere presentate in forma chiara e completa e regolarmente aggiornate in tempi ragionevoli.

Art. 6.
(Assemblea nazionale)
1. L’assemblea nazionale eletta dagli iscritti secondo le modalità e nelle forme stabilite dallo statuto è l’organo politico rappresentativo del partito.
2. Le deliberazioni dell’assemblea sono valide con la presenza della metà più uno dei rappresentanti degli iscritti e sono di norma assunte a maggioranza dei partecipanti al voto. Lo statuto può prevedere in casi determinati che le deliberazioni siano assunte con una maggioranza qualificata.
3. L’assemblea delibera di norma con voto palese.
Art. 7.
(Consiglio nazionale)
1. L’organo esecutivo collegiale del partito, denominato consiglio o coordinamento nazionale (o centrale o in altro modo), è eletto dall’assemblea nazionale del partito secondo le disposizioni statutarie. Se nel partito sono presenti minoranze formalmente costituite, le deliberazioni assembleari vengono assunte con modalità che assicurino una rappresentanza proporzionale delle minoranze. Il consiglio nazionale è composto da un minimo di 30 a un massimo di 70 membri  Alle deliberazioni del consiglio nazionale si applicano le norme previste dall’art. 5 per l’assemblea nazionale.
2. Il consiglio nazionale traccia le direttive per l’azione del partito in conformità alle deliberazioni dell’assemblea nazionale. Spetta al consiglio nazionale la scelta dei candidati per le elezioni politiche nazionali ed europee. Ove lo statuto del partito preveda che la designazione dei candidati avvenga attraverso la preventiva consultazione degli iscritti o dei potenziali elettori (“primarie”), il consiglio nazionale avrà il compito di convalidarne il risultato.

Art. 8.
(Segretario nazionale)
1. L’organo esecutivo monocratico del partito, segretario o coordinatore nazionale o altrimenti denominato, viene eletto dall’assemblea nazionale del partito secondo le modalità stabilite dallo statuto.
2. Il segretario nazionale esprime l’indirizzo politico del partito sulla base del programma approvato al momento della sua elezione. A lui è attribuita la rappresentanza legale del partito, salvo quanto previsto dal successivo articolo 11/2.
3. Il segretario nazionale provvede e sovrintende allo svolgimento dell’attività del partito in attuazione delle deliberazioni dell’assemblea nazionale e del consiglio nazionale.
4. Il segretario nazionale può farsi assistere, a norma dello statuto del partito, da una struttura ristretta (segreteria) di collaboratori da lui scelti con l’approvazione del consiglio nazionale.

Art.9
(Rinnovo e revoca degli organi esecutivi)
1. Scaduto il termine del mandato degli organi esecutivi, collegiale e monocratico, quale previsto dallo statuto del partito, alle elezioni per il rinnovo di tali organi si procede entro i trenta giorni successivi alla scadenza.
2. Lo statuto prevede le modalità per la revoca degli organi esecutivi del partito da parte dell’assemblea nazionale. Alla revoca si procede per voto segreto, su iniziativa di una quota di almeno il dieci per cento dei componenti dell’assemblea nazionale. Contestualmente alla revoca si procede alla elezione dei nuovi organi esecutivi.
Art. 10
(Organo di garanzia).
1. Lo statuto prevede un organo collegiale di garanzia, eletto dall’assemblea nazionale con mandato a termine, al quale è affidata la verifica del rispetto delle disposizioni di legge e dello statuto, nonché delle deliberazioni adottate dai vari organi del partito nell’ambito delle rispettive competenze.
2. Ove riscontri specifiche violazioni, l’organo di garanzia può annullare gli atti e irrogare nei confronti dei responsabili le sanzioni previste dallo statuto.

Art. 11
(Organizzazione territoriale)
1. Le articolazioni del partito sul territorio (sedi, sezioni, circoli) si strutturano in conformità al modello nazionale con assemblee degli iscritti, organi esecutivi e di garanzia ai diversi livelli territoriali, nel rispetto dei principi generali di democrazia interna e delle norme particolari previste dallo statuto.
2. Lo statuto del partito riconosce alle diverse articolazioni territoriali autonomia programmatica, organizzativa e finanziaria nelle materie che non siano dallo statuto stesso riservate alla potestà degli organi nazionali.
3. Alle articolazioni del partito sul territorio spetta la proposizione delle candidature per le elezioni amministrative nell’ambito territoriale di loro rispettiva competenza, nelle forme e con le modalità previste dal precedente articolo 6 per le elezioni politiche.

Art. 12
(Gestione patrimoniale, finanziaria e contabile)
1. Il partito dispone ai vari livelli (centrale e territoriale) di un organo, monocratico o collegiale, incaricato della gestione patrimoniale, finanziaria e contabile. Tale organo, eletto secondo le norme dello statuto, è costituito da persone scelte tra coloro che presentano i requisiti di onorabilità richiesti per gli esponenti aziendali delle banche.
2. L’organo di gestione cura l’amministrazione del patrimonio del partito e ne assicura l’equilibrio finanziario nel rispetto del principio di economicità della gestione. Ha la rappresentanza legale del partito limitatamente agli atti inerenti alle sue funzioni.
3. Il partito ha l’obbligo di impiegare tutte le risorse patrimoniali e finanziarie di cui dispone per le attività corrispondenti alle proprie finalità statutarie e di quelle ad esse direttamente connesse.
4. Gli organi di gestione sono responsabili verso il partito secondo le norme del mandato. Le azioni di responsabilità contro gli organi di gestione sono deliberate dall’assemblea nazionale secondo le modalità stabilite nello statuto.
5. Gli iscritti al partito hanno diritto di avere dagli organi di gestione notizia dello svolgimento degli affari, di consultare i documenti relativi all’amministrazione del patrimonio del partito e di ottenere il rendiconto dell’amministrazione nelle forme e nei termini stabiliti dallo statuto.
6. Per le obbligazioni assunte dagli organi di gestione per conto del partito i terzi possono far valere i loro diritti unicamente sul patrimonio del partito.
7. In caso di scioglimento per qualunque causa il patrimonio del partito dovrà essere devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Art. 13
(Bilancio)
1. L’organo di gestione provvede annualmente alla redazione del bilancio consuntivo del partito, costituito dallo stato patrimoniale e dal conto economico. Il bilancio deve essere corredato da una relazione sulla gestione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme dettate dal codice civile per la redazione del bilancio e della relazione sulla gestione delle società di capitali.
2. Il bilancio consuntivo è approvato dall’assemblea nazionale o da un organo collegiale ristretto composto da delegati dell’assemblea nazionale entro il 31 maggio di ciascun anno. Il bilancio deve essere comunicato dall’organo di gestione alla società di revisione cui, ai sensi della legge 6.7.2012 n.96, è affidato il controllo della gestione contabile e finanziaria del partito almeno un mese prima del giorno fissato per l’assemblea o per la riunione dell’organo collegiale che deve discuterlo. Secondo le disposizioni statutarie e ferme le sue ulteriori specifiche competenze in base alla legge citata, la società di revisione riferisce all’assemblea nazionale o all’organo collegiale sui risultati dell’esercizio con le sue osservazioni e proposte in ordine al bilancio e alla sua approvazione.
3.  La materia del controllo contabile e finanziario della gestione del partito resta affidata, attraverso la summenzionata società di revisione, alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici istituita pressi la Camera dei deputati dalla citata legge 6.7.2012 n.96 con i compiti e i poteri ivi definiti.
4. Il bilancio consuntivo approvato dall’assemblea o dall’organo collegiale ristretto deve esser reso pubblico entro il 15 luglio di ciascun anno mediante inserzione nel sito internet del partito.
 
Art. 14.
(Tutela giurisdizionale).
1. Contro le violazioni della legge, dello statuto, di delibere degli organi collegiali e contro qualsiasi atto o comportamento che integri compressione, limitazione o violazione delle regole poste a garanzia della democrazia interna del partito quali indicate nell’articolo 3 della presente legge è riconosciuto ad ogni iscritto al partito il diritto alla tutela giurisdizionale. Tale diritto è irrinunciabile e il suo esercizio non può essere in alcun modo escluso o limitato dallo statuto.
2. Gli iscritti possono impugnare davanti al giudice i provvedimenti sanzionatori irrogati nei loro confronti e ritenuti in violazione delle norme statutarie.
3. La tutela giurisdizionale si attua mediante ricorso alla Corte di appello nella cui circoscrizione ha sede il partito o l’articolazione territoriale nel cui ambito si assume verificata la violazione o posto in essere l’atto o il comportamento lesivo. Sul ricorso la Corte di appello, nella sezione appositamente designata, si pronuncia nel termine di trenta giorni, ridotto a dieci in caso urgenza, con decreto motivato non impugnabile, omessa ogni formalità non strettamente essenziale al contraddittorio.
4. Nel caso che a seguito di ricorso si siano accertate irregolarità nello svolgimento di elezioni interne al partito o un non corretto computo dei voti, la Corte di appello procede alle conseguenti correzioni del risultato, ove possibile, o altrimenti ad annullare l’esito delle elezioni disponendone la ripetizione.
Art. 15.
(Finanziamento pubblico e privato).
1. L’eventuale finanziamento pubblico o rimborso di spese elettorali e l’accesso ad ogni altra risorsa pubblica, ove previsti in favore dei partiti dalle leggi in vigore, sono attribuiti esclusivamente ai partiti riconosciuti ufficialmente come tali ai sensi della presente legge e sottoposti alle norme in essa contenute. La legge stabilisce l’importo massimo consentito, per ogni singolo donatore, dei contributi finanziari privati ai partiti riconosciuti.
Art. 16.
(Norma di rinvio).
1. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge o dallo statuto, ai partiti si applicano le disposizioni del codice civile e le altre norme di legge vigenti in materia di associazioni.

(marzo 2015)