I più recenti incontri tra gli associati a Le Forme della Politica non sono valsi a portarci a delle conclusioni, sino ad ora, ma hanno avuto almeno il pregio di far emergere molte incertezze e diverse prospettive di sviluppo.

Mi pare di poter dire che i percorsi possibili siano quelli che tento di indicare qui di seguito:

1.    Associazione strettamente culturale, stile Centro Studi, con l’obiettivo di proporsi come luogo di incontro tra persone e/o tra formazioni politiche, per dibattere alcuni temi di politica istituzionale in una diversa prospettiva metodologica, quella dell’analisi delle forme.
Questo percorso consente la massima libertà di espressione e la formulazione di proposte diverse sul medesimo argomento, tutte con diritto di cittadinanza, avendo il solo scopo di esprimere analisi politiche destinate al confronto interno ed esterno, contaminando nella misura del possibile tutte le formazioni politiche in campo e proponendosi di attrarre nel dibattito studiosi ed esperti tematici di ogni genere.
Una tale associazione NON richiede organi deliberanti, perché ogni posizione compatibile con l’obiettivo culturale dell’associazione ha il diritto di esprimersi liberamente.

2.    Movimento politico trasversale volto a ricercare forme condivisibili in campo politico istituzionale, promuovendole in forma propria, quindi come espressione originale del movimento, in alternativa a quanto proposto dai partiti politici in campo, o facendosi sponsorizzare da questi, ove ritengano di far proprie le nostre proposte.
Questo percorso determina la formulazione di proposte politiche univoche, espressione degli orientamenti politici prevalenti all’interno dell’associazione, ed è quindi suscettibile di escludere chi non si riconosca nell’orientamento prevalente. Si tratta di un percorso che, col passare del tempo, polarizza l’associazione in una precisa direzione politica invece che in un’altra, allontanando inevitabilmente chi segue strade diverse.
Una tale associazione richiede organi deliberanti, analogamente ai partiti politici, perché non può esistere una pluralità di posizioni “ufficiali” ed anche gli scritti pubblici, se prodotti all’interno di Forme della Politica, debbono rispettare precisi contenuti.

Si tratta evidentemente di due percorsi abbastanza diversi, che richiedono anche un manifesto programmatico e regole statutarie abbastanza diverse. Io credo che la scelta fondamentale si ponga tra questi due percorsi. Qualcuno potrà essere interessato al primo, altri al secondo, ma i due percorsi ed i due interessi non possono coesistere.

E’ giunto il momento di scegliere.

Franco Puglia