L’accorato, forte richiamo che il Presidente Sergio Mattarella ha rivolto, nel messaggio inviato al convegno CL, sul pericolo terrorismo deve fare riflettere anche il nostro governo, cui incombe l’obbligo di predisporre, in concerto con i governi alleati e con l’ONU, una serie di misure concrete atte a scongiurare il sempre più incombente pericolo di avanzamento e penetrazione della violenza eversiva.

Sostanzialmente ripercorrendo l’allarme lanciato da Papa Francesco, Mattarella ha scritto che «Il terrorismo alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale».

 

Sul punto, su queste colonne, il 27 giugno 2015 è stata pubblicata una mia riflessione nella quale, rilevato che, “all’infuori di reiterati pronunciamenti, che non hanno trovato concreta attuazione, fino ad oggi non si è adottato alcun provvedimento dei tanti proclamati per un efficace contrasto all’espandersi dell’ISIS, che disvela la sua potenza con azioni portate a compimento alle nostre porte (Francia, Tunisia)”., e chiedevo che, “avendo dimostrato la scarsa efficacia i soli bombardamenti eseguiti fino ad oggi, è quanto mai improcrastinabile approntare una forza internazionale, con l’indispensabile partecipazione anche dell’Unione Sovietica, che affronti sul campo sotto l’egida e la guida dell’ONU, i terroristi prima che si rafforzino per l’incuria e la disattenzione delle nazioni che dovrebbero intervenire”.

A chiarimento del mio pensiero, precisavo, poi, che “l’intervento armato da me auspicato non rappresenta l’auspicio di una guerra preventiva, ma la tempestiva attività preparatoria con finalità di legittima difesa, che appare necessaria a fronte degli avvenimenti di questi ultimi giorni, e preso atto che gli stati arabi, che avrebbero interesse ad intervenire, dimostrano, con la persistente inerzia, di non averne la capacità e/o la volontà”, ed a sostegno del parere espresso richiamavo le dichiarazioni di Marco Lombardi, responsabile di Itstime (Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies) dell’Università Cattolica di Milano, il quale, commentando i drammatici, sanguinosi fatti verificatisi in Tunisia nello scorso mese di giugno, affermava che: “chi sostiene che si tratta di tre attacchi separati continua a non capire le strategie dello Stato Islamico. Questo è un triplice attentato, voluto, organizzato e pianificato. Dietro c’è grande programmazione e una forte componente simbolica. Ci stanno dicendo che stanno arrivando, o forse che sono già qui. Hanno scelto il Ramadan come punto di svolta per compiere un ulteriore passo in avanti nella loro manovra di accerchiamento del Mediterraneo”.

Riflettere attentamente sugli appelli del Papa e del Presidente della Repubblica e sulle brillanti e profonde analisi degli esperti, per adottare concrete misure di contrasto ed opposizione al dilagare dell’estremismo, è un dovere imprenscindibile dei governanti per la tutela della sicurezza della nazione e dei suoi abitanti.

Mantenere ancora per molto tempo una incomprensibile ed ingiustificabile posizione attendista può essere quanto mai deleterio e condurre a conseguenza gravi e deprecabili.

avv. Giuseppe Costarella