Quando un sistema autoreferenziale ottiene successi, si sviluppa al suo interno in modo quasi inevitabile , a causa della mancanza di  confronti e di contrappesi, un “sentimento di onnipotenza” che porta  chi lo governa e chi vi appartiene  a ritenersi invincibile e a compiere azioni avventate, spesso arroganti, che si ritorcono, prima  o poi, contro chi le ha poste in atto, dando luogo ad un sostanziale  “effetto boomerang”. Farò due esempi al riguardo.
Oggi il sistema politico, malgrado le risse e grazie al diffuso trasformismo che ha eliminato la tradizionale distinzione fra destra e sinistra consentendo di trovare sempre le necessarie maggioranze, si sente molto più forte, rispetto alla società civile, di uno o due anni fa e ciò spiega l’arroganza e la mancanza di pudore con cui è stata gestita la  penosa questione del finanziamento ai partiti:  si sono lasciati passare ben tre anni dalla creazione di una Commissione di controllo sui bilanci, per accorgersi solo all’ultimo momento ( o meglio, facendo finta di accorgersene solo allora) che non c’erano abbastanza risorse affinché tale commissione completasse il suo lavoro, ma sono bastate due ore per approvare, in via definitiva,  la sanatoria che consente ai partiti di avere i finanziamenti senza alcun controllo. Se ci fosse stata davvero l’intenzione di consentire le necessarie verifiche, sarebbe stato sufficiente prolungare di un paio di mesi l’incarico alla commissione.

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