La legge elettorale Italicum ha avuto il suo tormentato percorso legislativo durante l’arco del 2014 ed è stata infine varata in maggio 2015. Per le nostre aspettative, secondo le nostre risultanze, non è la riforma per eccellenza di cui il Paese ha bisogno. Ma intorno ad essa si sono accese le luci: per ragioni di opportunismo il dibattito si è infuocato sullo strumento che dà l’accesso agli scranni del comando, e pertanto ce ne siamo occupati anche noi ospitando due incontri aperti, in marzo 2014 e a luglio dello stesso anno.
In entrambe le occasioni abbiamo avuto tra gli ospiti relatori l’onorevole Danilo Toninelli (M5S).
L’obiettivo principale di FdP, come associazione, è quello di studiare, analizzare e meglio comprendere le ‘forme’ della politica, cioè dell’interazione tra istituzioni e partiti. In questo contesto c’interessa capire sia i meccanismi sia le difficoltà oggettive del metodo M5S, nell’uso della rete: processi decisionali e grado di coinvolgimento di tutti gli iscritti; come vengono a coesistere mediazione e trasparenza; qual è la struttura base dell’associazione. Ma procediamo un passo per volta.

Domanda: Dopo oltre un anno, dall’ultimo nostro incontro, la prima domanda non può che vertere sulla posizione iniziale del M5S nei confronti dell’Italicum e sulla posizione attuale, tenuto conto del fatto che, oggi, con la nuova legge i sondaggi in caso di ballottaggio sembrano favorire proprio il M5S.
Anche l’orizzonte temporale del M5S bada al sodo e mira ad agguantare le opportunità del presente?

Risposta: Assolutamente no. L’Italicum è stato concepito appositamente per eliminare il Movimento 5 Stelle, come hanno dichiarato pubblicamente perfino esponenti del Governo come Mauro (allora Ministro della Difesa del Governo Letta) e Nencini (viceministro delle Infrastrutture del Governo Renzi). Poi si è scoperto che questo sistema potrebbe consentire al M5S di vincere e governare da solo. Ma la posizione del M5S non è cambiata. Abbiamo contrastato la legge, che presenta sostanzialmente gli stessi difetti del porcellum, aggravati, e i conseguenti pericoli per il sistema democratico, fin dal suo concepimento, e continuato a farlo sempre. Oggi stiamo sostenendo la battaglia fuori dal Parlamento, con il nostro appoggio ai ricorsi giudiziari presentati dagli avvocati che già hanno fatto dichiarare incostituzionale il porcellum. In questo, come in altri casi, siamo coerenti con le nostre battaglie anche quando potenzialmente potremmo trarre benefici dalla situazione che riteniamo ingiusta. In questo caso il nostro impegno è particolarmente inteso, perché sono in gioco le regole fondamentali della democrazia.

Domanda: Osservato dall’interno del movimento e da una posizione di vertice (in quanto parlamentare), quali sono i meccanismi qualificanti del metodo M5S e quali le difficoltà oggettive nell’uso della rete, nel prendere posizione sui temi specifici in discussione, di volta in volta, nel Parlamento e in ambito periferico (regioni, comuni)? E’ possibile fare un bilancio di metà legislatura?

Risposta: Il metodo M5S è il metodo della trasparenza e della condivisione. Condividiamo il più possibile tutte le informazioni e le relative battaglie a tutti i livelli, da quello dell’attivista nel piccolo comune fino a quelle nell’Europarlamento di Bruxelles. Chiaramente ciascuno privilegia alcune materia di competenza, per ovvie ragioni di “divisione del lavoro”, ma non ci sono preclusioni e se necessario chiediamo ad altri attivisti (siamo essi parlamentari o no) aiuto e informazioni sui temi su cui sappiamo hanno competenze o risorse specifiche. Chiaramente si tratta di un metodo perfettibile, come tutte le cose, e che a volte non può essere seguito rigidamente, essenzialmente per ragioni di tempo; ma in questi casi c’è sempre un controllo condiviso sull’operato nella specifica situazione. Rispetto all’inizio della legislatura c’è stato un deciso miglioramento, perché abbiamo preso confidenza con la macchina parlamentare e gli attivisti di tutti i livelli hanno imparato a interfacciarsi con noi, che siamo i loro “terminali” in Parlamento. Ma abbiamo ancora ampi margini di miglioramento e per questo continuiamo a impegnarci come il primo giorno in questo senso.

Domanda: Sulla vicenda “giudici corte costituzionale” abbiamo una domanda dettagliata da parte di un simpatizzante (e a seguire un’altra in senso generale). Il M5S a giugno aveva proposto 4 nomi in maniera trasparente per la Corte Costituzionale. Questi nomi non sono neppure stati presi in considerazioni dai partiti. Dopo 20 votazioni fallite a causa dell’insistenza sul nome di Violante, poi ritirato grazie al M5S, i partiti hanno ripiegato su Silvana Sciarra, che a differenza di Violante ha i requisiti costituzionali richiesti per fare il giudice della Consulta. I parlamentari M5S hanno deciso di prendere in considerazione questa candidatura. Le votazioni si sono tenute il 5 novembre dalle 15 alle 18 e il 6 novembre dalle 9 alle 12. Hanno partecipato alla votazione 17.746 iscritti certificati. L’88% (15.644) ha votato a favore della nomina di Silvana Sciarra alla Corte Costituzionale.
Ma non è stato fatto lo stesso per Barbera / Prosperetti / Modugno.
Perché la riunione sulla terna Barbera/Prosperetti/Modugno non è stata trasmessa in streaming e non è disponibile nemmeno il verbale?

Risposta: Questo della terna dei giudici della Corte costituzionale è stato uno dei casi in cui è mancato il tempo per svolgere le consultazioni online. Abbiamo appreso della conferma sul terzo nome lo stesso giorno dell’elezione e lo abbiamo ritenuto valido perché lo avevamo già valutato in precedenza, quando non era ancora stato formalizzato, insieme a tanti altri. Chiaramente non potevamo fare consultazioni su nomi non ufficiali. La situazione del tutto peculiare ci ha indotto quindi a procedere sulla base della decisione della sola assemblea parlamentare; stiamo parlando del periodo più lungo di vacanza di tanti membri della Corte costituzionale nell’intera storia repubblicana, che ha quasi condotto alla sua paralisi: una vera situazione di emergenza costituzionale. Data l’importanza dell’organo, non potevamo assolutamente rischiare che questa situazione, dovuta all’incapacità e all’inerzia dei partiti, continuasse a protrarsi.

Domanda: Sarebbe opportuno che il M5S chiarisse le modalità e i termini dell’accordo raggiungo con il PD, in particolare spiegando se si tratta di un incontro occasionale o foriero di possibili ulteriori sviluppi.
Riteniamo utile, poi, che siano spiegate le reazioni al flop della mozione di sfiducia alla Boschi. Alla luce delle dichiarazioni di Renzi, non si ha la sensazione d’essere stati utilizzati dal PD senza alcuna seria prospettiva futura?

Risposta: Non c’è nulla da chiarire perché è avvenuto tutto alla luce del sole. Il M5S come ha sempre fatto e sempre farà non ha alcuna preclusione a votare le proposte di altri partiti se sono utili ai cittadini: e questo come ho detto era decisamente uno di quei casi.
Non vedo poi alcun nesso con le reazioni all’esito della mozione di sfiducia alla Boschi. La mozione di sfiducia aveva un significato politico, sapevamo bene di non avere i numeri per imporle le dimissioni, che ritenevamo doverose e avevamo chiesto già dall’emanazione del decreto sulla quotazione della banche popolari. Non dimentichiamo, peraltro, che se al M5S mancano i numeri per sfiduciare la Boschi a casa non è perché il M5S è meno rappresentativo del PD nel Paese: al contrario, l’inferiorità numerica del M5S in Parlamento è dovuta unicamente alla truffa di una legge elettorale che ha falsato il risultato delle elezioni, e che infatti è stata dichiarata incostituzionale perché antidemocratica.
Alla luce di questo, non c’è alcuna sensazione di essere stati utilizzati senza prospettiva futura. In primo luogo perché ovviamente siamo i primi a non volere nessuna prospettiva con Renzi e con il PD. E poi perché a ben vedere se c’è qualcuno che ha vinto questa partita quello è stato il M5S. Renzi e i partiti suoi alleati pensavano di vincere 4 a 0 sulla Consulta e di mettere le mani sull’organo garante della Costituzione, mettendoci dentro loro ex parlamentari senza requisiti, indagati e addirittura l’avvocato di Berlusconi e Verdini, e liberando anche un posto al vertice dell’Antitrust che sarebbero stati poi loro a nominare, attraverso i Presidenti delle Camere. Invece hanno perso 3 a 1. Anche grazie a questo risultato la legge Fornero e altre mostruosità simili sono state dichiarate incostituzionali, e i giudici di nomina parlamentare attualmente sono tutti studiosi di prima grandezza.

Domanda: L’associazione “movimento 5 stelle” vede nel suo comitato direttivo Grillo, suo nipote avvocato e il suo commercialista. Una struttura così costituita, forse frutto di una impostazione iniziale, obbligata, appare affetta dal medesimo peccato originale già riscontrato in altre forze politiche (es. Italia dei valori): l’esistenza di un padre padrone. Pensa che la struttura associativa sia destinata ad evolversi (permettendo a tutti i simpatizzanti di diventare soci e con la creazione di un’assemblea deliberante degli iscritti)?

Risposta: L’associazione a cui si fa riferimento è stata costituita unicamente per motivi formali. E’ stata costituita come precauzione, per evitare il rischio che vi fossero problemi meramente tecnico-giuridici nella presentazione delle liste alle elezioni politiche, dovuti alla circostanza per cui il M5S non è un partito e non vuole esserlo. Non esiste nessun comitato direttivo che abbia una funzione politica. La struttura associativa prevede già la possibilità a tutti i simpatizzanti di iscriversi e partecipare direttamente alla vita del Movimento e alla condivisione delle sue scelte. Ovviamente anche questa struttura è perfettibile e stiamo lavorando per superare le varie difficoltà che abbiamo incontrato nel corso di questo meraviglioso esperimento di democrazia e perché si evolva rendendo sempre migliore e maggiormente possibile la partecipazione diretta degli iscritti.

Domanda: Ci interessa capire cosa ne pensa del nostro manifesto ed operato, per quando se ne può cogliere visto dall’esterno, e cioè: fino a che punto un gruppo (sparuto) di ‘benpensanti’ come noi possa essere di stimolo a forze politiche innovative nell’analizzare / suggerire / proporre riforme sostanziali che abbiano un impatto propulsivo sul lungo termine.

Risposta: Il mio giudizio su qualsiasi forma di impegno politico non può che essere positivo. Laddove per politica si intenda naturalmente quello che è il suo primario significato e cioè un servizio per il bene della comunità, specialmente quando questo impegno sia volto prima a smuovere la coscienza civile. Per quanto riguarda poi le vostre proposte, molte di queste corrispondono a battaglie del M5S, per cui potrebbero anche avere un impatto positivo quando dovesse esserci la possibilità di concretizzarle, nella forma di indicazioni, idee, suggerimenti o qualsiasi forma di supporto per la loro realizzazione.

Avremmo molte altre curiosità in agenda. Nel estrapoliamo una, ed è l’ultima domanda, sul travagliato problema del finanziamento:
Alcuni esponenti della maggioranza si sono recentemente espressi a favore del ripristino del finanziamento pubblico ai partiti, cui il M5S ha fin dall’inizio autonomamente rinunciato. Se tale intenzione si concretizzasse in una proposta di legge, riterrebbe utile fornire ai cittadini informazioni sugli effettivi “costi della politica”, in base alla vostra esperienza, per  un’oggettiva valutazione delle risorse necessarie e delle modalità di loro legittima acquisizione?
Risposta: Certamente, come M5S rendiamo sempre pubblici i costi e i bilanci di tutte le nostre iniziative, sempre autofinanziate e per quello che riguarda gli eletti abbiamo un meccanismo di rendicontazione pubblico e trasparente, che chiunque può controllare. Una delle tante rivoluzioni che abbiamo portato a compimento da quando siamo dentro le istituzioni.