Proposte per sviluppare i processi democratici

Proposals to develop democratic processes

Questo documento esprime lo scopo, le motivazioni e le caratteristiche di massima di alcune iniziative atte a favorire il rinnovamento dei sistemi di rappresentanza politica, che sono da tempo in profonda crisi, e la loro integrazione con strumenti di democrazia diretta.

Nei Paesi di più lunga tradizione democratica la percentuale di chi non si reca  a votare alle elezioni è molto alta e in continuo aumento ed è elevato anche il numero di chi, pur recandosi a votare, vota scheda bianca o nulla. Ciò evidenzia un grave malessere delle nostre democrazie rappresentative, ossia il crescente distacco dei cittadini dalle forze politiche e dalle Istituzioni. Per fronteggiare questo problema e offrire a tutti gli elettori una più ampia gamma di possibilità di maggiore partecipazione politica riteniamo opportuno proporre una serie di iniziative accomunate da un unico principio, quello di dare ai cittadini altre possibilità oltre quella di delegare la rappresentanza a establishment politici. Senza il venir meno delle tradizionali istituzioni della rappresentanza – e senza ovviamente escludere forme sempre più necessarie di partecipazione – questo implica alcune correzioni e integrazioni, come quella descritta di seguito: “Anche il cittadino diventa rappresentante del popolo”.

L’iniziativa denominata “ISP – International Sortition Project” riprende una modalità di scelta dei rappresentanti, il sorteggio, già presente, assieme alle elezioni, nell’antica democrazia ateniese e poi totalmente dimenticata per far posto a sistemi unicamente elettivi che però hanno dimostrato storicamente di favorire la creazione di elite spesso autoreferenziali, che seguono altre priorità rispetto al dare risposte urgenti ed efficaci ai bisogni dei popoli. La grave crisi politica che si è verificata in vari Paesi Occidentali a seguito di una globalizzazione non governata e di una dirompente digitalizzazione ne è una lampante dimostrazione.

Si propone che una quota minoritaria (ad es: il 10%) dei membri delle assemblee elettive a vario livello (Parlamento, Consigli regionali, Consigli comunali, ecc.) sia riservata ai cittadini, i quali potranno liberamente candidarsi a tali ruoli senza appartenere a forza politica organizzata.

Dato che l’obiezione più comune al metodo del sorteggio è la presunta inadeguatezza del comune cittadino che risulterà sorteggiato (ma non diversamente dagli attuali eleggibili), proponiamo che le candidature emergano da un sorteggio basato su un campionamento opportunamente stratificato e siano poi vagliate con strumenti idonei a verificare la presenza di alcuni requisiti, da definire preventivamente in funzione dei ruoli da ricoprire e dei diversi contesti culturali di riferimento, ma senza che il vaglio diventi discriminazione. I requisiti non dovrebbero essere troppo diversi da quelli previsti per gli attuali canditati alle elezioni.

Definiamo “sorteggio qualificato” il metodo che proponiamo perché si basa su una modalità democratica antica ma punta a qualificarne il percorso e il risultato.

La presenza nelle Istituzioni di una quota, anche piccola, di normali cittadini permetterà un positivo confronto con i politici, portatore di buoni frutti. Va detto che, sia pure a livello consultivo, esistono già positive esperienze di questo tipo. Un esempio molto significativo è stata la Commissione irlandese, composta da 66 cittadini sorteggiati e da 33 politici, che ha proposto un’assai rilevante revisione della Costituzione, approvata poi a larghissima maggioranza tramite referendum nel 2015. L’esempio evidenzia che, nel percorso per raggiungere l’obiettivo predetto, sarà da valutare l’ eventuale ingresso di cittadini nelle assemblee elettive con funzioni consultive e quindi privi di diritto di voto.

Onde evitare che i sorteggiati possano essere oggetto di strumentalizzazioni o cadere in altre situazioni negative, dovrebbero essere stabiliti alcuni vincoli; ad esempio: che si possa essere sorteggiati solo una volta, che cosa non possa fare chi è stato scelto tramite sorteggio, ecc.

Intendiamo inoltre elaborare proposte anche nel campo della democrazia diretta, caratterizzata attualmente soprattutto dall’istituto referendario: l’obiettivo è sempre quello di apportare innovazioni che aumentino e qualifichino il livello di partecipazione effettiva dei cittadini con diverse modalità e gradazioni, fino a giungere, su materie sensibili che riguardano la coscienza individuale, anche a forme di decisione diretta.

Un’altra innovazione, che qui solo accenniamo e che svilupperemo successivamente è la possibilità di far contare, in una certa misura, la volontà di chi vota esprimendosi con scheda bianca oppure nulla.

Diffusione e utilizzo del presente documento

Alcuni Paesi occidentali hanno avuto nel 2016 consultazioni politiche o referendarie che hanno dato risultati inattesi (Regno Unito, USA, Italia) accomunati da un’evidente contestazione delle scelte fatte dall’establishment. Altri Paesi (Francia, Germania, Paesi Bassi) avranno consultazioni nel 2017.

Questa nota viene inviata anzitutto ai leader con potere esecutivo di tali Paesi, che presumiamo potenzialmente interessati alle nostre proposte, ma dopo l’informazione verrà estesa all’interno dei predetti Paesi ad altre Istituzioni democratiche e alle forze politiche, coinvolgendo gli organi d’informazione e i cittadini prevalentemente attraverso i social networks. Parallelamente si svilupperanno contatti con enti e persone particolarmente interessati, per avviare utili collaborazioni. L’iniziativa potrà essere proposta successivamente ad altri Paesi.